COMUNICATO ANDROMEDA N.71/1999
IL DENARO STERCO DEL DEMONIO
(STORIA DI UN' AFFASCINANTE SCOMMESSA SUL NULLA)*


Da utile mezzo è diventato fine, da servo si è fatto padrone, crediamo di maneggiarlo ed invece ci manipola, crediamo di usarlo ed invece ci usa, crediamo di muoverlo ed invece ci fa muovere, anzi trottare, crediamo di possederlo ed invece ci possiede. Inoltre, considerato globalmente, il denaro ha raggiunto un tale stratosferico volume e lo abbiamo caricato di tali aspettative che, prima o poi, gonfiato a dimensioni oniriche, imploderà con conseguenze devastanti.

I teologi, cristiani e mussulmani, sono sempre rimasti impressionati dalla capacità di possessione del denaro e dalle devastazioni che può compiere nell'animo umano. Più laicamente i marxisti più ortodossi l'hanno dannato perché sarebbe 'lo strumento per appropriarsi del lavoro altrui'. Gli psicoanalisti lo apparentano allo sterco, per il piacere che se ne trae sia nell'espellerlo che nel ritenerlo. Ma se è sterco è uno sterco molto speciale, trascendente e metafisico: è, per dirla con Lutero, lo sterco del Demonio.
* Questo comunicato è interamente costruito usando liberamente, come in un 'puzzle' che in 4 pagine cerca di riassumerne 300, brani di uno splendido libro di Massimo Fini dal titolo appunto "Il denaro 'sterco del demonio' - storia di un'affascinante scommessa sul nulla", Marsilio Editori, Venezia 1998, pp. 289, £. 29.000.

NOTE:

  1. E qui si gioca il paradosso dell'avaro. L'avaro è colui che meno ha capito la funzione del denaro. Perché trattenendolo con sé all'infinito non lo usa come denaro. D'altro canto, e all'opposto, l'avaro è forse colui che ne ha penetrato più profondamente l'essenza squisitamente spirituale. L'avaro ritiene il denaro e trova in ciò il suo godimento. Egli fa di questo mero mezzo un puro fine.Contemplando il denaro l'avaro raggiunge il suo piacere, non ha bisogno d'altro, così come nel Paradiso di Dante i Beati raggiungono l'estasi nella contemplazione di Dio;

  2. E per me pagherete al latore della presente…'. La lettera di cambio nasce dall'esigenza di trasferire denaro in luoghi lontani senza doverlo trasportare materialmente. Siamo nel 1300;

  3. Teorico del pensiero economico della prima metà del 1.800: la sua tesi di base, partendo dall'esperienza inglese, è che l'incremento della produzione ottenuto attraverso l'introduzione delle macchine ha portato al paradossale risultato di un aumento della produzione e di una diminuzione del benessere. Sismondi, che Andromeda non si stanca di citare da quindici anni, è naturalmente ignorato dagli economisti contemporanei;

  4. vedi al proposito il Comunicato Andromeda N. 33/95 dal titolo "Sopra la banca l'usuraio campa, sotto la banca la gente crepa";

  5. G. Simmel: Filosofia del denaro, Utet 1984;

  6. vedi al proposito i Comunicati Andromeda N. 5, 14, 18, 30, 31, 32, 33, 36/95, 42/96, 46/97, 69 e 70/99 su 'inflazione, debito pubblico e internazionale, pensioni, FMI;

  7. D.T. Bazelon, "L'economia di carta", ed. di Comunità, 1964