L'ANTROPOCRAZIA

L'Antropocrazia è un progetto sociale per la realizzazione di una Civiltà che permetta a ciascun Essere Umano di prendere nelle mani il proprio libero sviluppo, sia materiale che spirituale, confrontandosi dinamicamente con realtà esteriori ed interiori. Tutte le concezioni che finora hanno cercato di orientare e guidare lo sviluppo sociale, verso questo alto ideale universalmente condiviso, hanno fallito ed il fallimento continuerà a causa di errori di fondo che l'Antropocrazia ha individuato.

Nei libri intitolati: "La Via D'uscita", "La Neosocietà" e "La Fiscalità monetaria", prelevabili gratuitamente in Internet alla pagina www.bellia.com , è descritto il progetto antropocratico e sono sviluppate le analisi sottostanti. Non potendo qui svolgere, per motivi di spazio, il discorso generale dell'Antropocrazia, mi limito a fornire alcune indicazioni per un primo approccio di massima ad essa.

Per quanto riguarda l'oppressione fiscale e statale, l'analisi antropocratica fa rilevare che ogni onere economico imposto dagli Stati alle Aziende e ai Cittadini, finisce automaticamente ed ineluttabilmente nei prezzi e quindi va a gravare quasi esclusivamente sulle fasce deboli della popolazione.

Se si medita su questo fatto elementare si perviene all'ovvia conclusione che tutte le imposizioni vengono sopportate dai poveri e questo spiega, tra l'altro, il fatto che, in parallelo allo sviluppo tecnico e il conseguente continuo aumento della produttività globale, cresca di pari passo la povertà dei Cittadini in quanto ultimi consumatori.

Per correggere questo fondamentale errore l'Antropocrazia propone l'istituzione della fiscalità monetaria, cioè lo spostamento dei prelievi statali dal settore economico a quello della massa monetaria globale (8 % annuo), attraverso il sistema bancario, con l'istituzione anche della datazione annuale della moneta cartacea.

Tale nuovo tipo di prelievo pubblico avrà la caratteristica di non scaricarsi sui prezzi e quindi, attraverso di essi, sulle fasce deboli. Tale semplice riforma, al suo avvio, porterebbe al raddoppio del potere d'acquisto di tutti i precedenti redditi dei Cittadini, a seguito dell'inevitabile dimezzamento dei prezzi di mercato susseguente alla defiscalizzazione di ogni attività economica e di ogni reddito.

L'impatto sui mercati esteri sarà aggiustabile attraverso una rivalutazione monetaria del 100 %, per riportare i prezzi di esportazione al precedente rapporto con l'estero.

Le conseguenze negative del raddoppio iniziale del valore globale della massa monetaria globale (8 milioni e cinquecentomila miliardi di lire) saranno eliminate con il prelievo del 50 % di tale massa, senza penalizzazione per i possessori, a seguito del contemporaneo dimezzamento dei prezzi di mercato.

Con il ricavo di tale prelievo si potrà azzerare il debito pubblico allargato.

Con l'azzeramento del debito pubblico si libereranno le somme prima destinate al pagamento dei relativi interessi e ciò renderà possibile l'immediata istituzione del reddito di cittadinanza generalizzato, senza appesantimento per il precedente bilancio statale. Il processo di riforma fiscale,. sopra descritto in maniera grossolana, potrà meglio essere approfondito attraverso i libri sopra indicati e così pure l'aspetto profondamente innovatore dell'istituzione del reddito di cittadinanza generalizzato, capace di modificare radicalmente la dinamica sociale, nei confronti delle motivazioni all'agire da parte dei Cittadini.

Un'altra indicazione del progetto antropocratico riguarda la necessità di addivenire all'elezione dei Magistrati, per metterne l'operato sotto il potere dei Cittadini al cui servizio essi svolgeranno la loro opera.

Per quanto riguarda il settore culturale vengono indicate delle prospettive nuove, rese possibili dall'esistenza del reddito di cittadinanza che consentirà a ciascuno di fare le proprie scelte su basi vocazionali e non più sotto l'imperio dei soli bisogni per la sopravvivenza materiale.

Il progetto antropocratico non ha carattere politico nel senso in cui la politica si è sviluppata precedentemente cioè come ricerca del Potere nella dialettica contrapposizione di interessi settoriali, dalla cui dinamica l'Individuo finiva con il risultare schiacciato. Le soluzioni prospettate dall'Antropocrazia sono tali da non danneggiare alcun settore e tantomeno alcun Individuo e sposteranno il principio della lotta dall'esterno all'interno delle coscienze in evoluzione.
I sostenitori dell'Antropocrazia sono convinti che essa sia l'unica soluzione possibile per arrestare il processo di decadimento sociale in cui viviamo.

Se si prendono a base delle proprie valutazioni quanto l'Antropocrazia propone ci si accorgerà che ogni male sociale, in tale nuovo contesto, sparirebbe rapidamente a seguito dell'eliminazione degli errori strutturali che ne sono stati la causa. Per quanto riguarda l'attuazione del progetto antropocratico si pensa che esso deriverà, da un lato, dalla diffusione di esso e, dall'altro, dalla presa di coscienza delle forze dirigenti della impossibilità, con i vecchi metodi, di addivenire ad alcun risultato sociale positivo in merito agli scottanti problemi che la globalizzazione porrà sempre più sia in riferimento alla creazione di nuovi posti di lavoro, sia per le disparità che emergeranno a seguito di squilibri nei carichi fiscali delle diverse realtà produttive internazionali.

Ladispoli, 3 luglio 1999

Nicolò Giuseppe Bellia